Concerti
22 Marzo 1983
JOHN PASTINO GROUP
Gruppo jazz della Base NATO di Bagnoli
c/o ex discoteca "Rendez-Vous”
30 Aprile 1983
LEE KONITZ QUARTET
Lee Konitz (sax) Enrico Pieranunzi (piano) Enzo Pietropaoli (bass) Giampaolo Ascolese (drum)
c/o ex discoteca "Rendez-Vous”
27 Maggio 1983
CHET BAKER QUINTET
Chet Baker (trumpet) Nicola Stilo (flute) Enrico Pieranunzi (piano) Enzo Pietropaoli (bass) Giampaolo Ascolese (drum)
c/o ex discoteca "Rendez-Vous”
7 Dicembre 1983
JOE NEWMAN QUARTET
Joe Newman (tr), Cinzia Gizzi (p), Mauro Battisti (b), Carlo Battisti (bat)
c/o ex discoteca "Rendez-Vous”
27 Dicembre 1983
THE ROCK OF AGES
Coro Gospel
c/o Chiesa di San Francesco delle Monache
Il "Periodo dei Freelance": Il JCLT come Hub Culturale e Avamposto di Crescita Generazionale
La prima, straordinaria fase di attività del Jazz Club Lennie Tristano (JCLT) può essere definita sul piano storiografico come il "Periodo dei Freelance". Si trattò di un modello organizzativo ed economico di eccezionale lungimiranza che permise a una piccola realtà di provincia di scardinare le logiche del circuito concertistico tradizionale, trasformando Aversa in una delle capitali del jazz del Mezzogiorno.
La vera intuizione culturale del Club fu quella di affiancare a questi giganti d'oltreoceano delle sezioni ritmiche locali, attingendo al bacino dei migliori talenti delle scene di Napoli e Roma. Questo binomio generò un cortocircuito virtuoso unico nel Mezzogiorno:
In un'epoca priva della capillarità dei corsi accademici di jazz, i giovani musicisti campani trovarono sul palco del Tristano una vera e propria scuola sul campo. Suonare spalla a spalla con i maestri americani permise loro di assimilare il linguaggio, il timing e la disciplina del genere, arricchendo i propri curricula in modo determinante. Da questa commistione nacque e si formò un'intera generazione di storici professionisti, tra cui spiccano Salvatore Tranchini, Tony Ronga, Antonio Onorato, Aldo Fedele, Pietro Condorelli, i fratelli Farias e Gianni D’Argenzio. Un'offerta culturale e professionale che nessun altro jazz club in Campania, frenato da costi fissi e strutture rigide, era in grado di garantire in quegli anni.
La forza del JCLT non risiedeva solo nella caratura dei nomi in cartellone, ma nella straordinaria porosità tra la dimensione artistica e il tessuto sociale della città. Il club non era un tempio sacro e distaccato, ma un luogo di accoglienza e di improvvisazione totale, dove le dinamiche della provincia si fondevano con la storia del jazz.
Due episodi, impressi nella memoria del club, fotografano perfettamente questa atmosfera:
L'improvvisazione oltre il palco (Il caso Galluccio): Una sera del 1983, a causa dell'assenza improvvisa del batterista titolare, il concerto non poteva iniziare. Senza perdersi d'animo, alcuni soci si recarono a casa di Nino Galluccio (detto “Ninuccio o’ tabaccaro”), storico batterista aversano autodidatta degli anni Sessanta. Lo svegliarono dopo le 23:00 e lo portarono di peso al locale: nel giro di pochi minuti, Galluccio passò direttamente dal letto al palcoscenico, trovandosi a improvvisare un set memorabile al fianco di una band di maestri americani.
Il rito del post-concerto: La condivisione continuava ben oltre l'ultimo bis. Le notti aversane si chiudevano al bar High Bowl di Via Corcioni (riaperto a notte fonda dall'amico Bobò) o nei pub locali come quello di Gianpaolo Russo, dove star del calibro di Lee Konitz, Massimo Urbani o Joe Newman sedevano allo stesso tavolo dei soci e dei fan, consumando cene improvvisate – dalle maxi-scatole di tonno ai fagioli alla messicana – abbattendo ogni barriera tra idolo e pubblico.
A dicembre il Jazz Club Lennie Tristano, nell’ambito della manifestazione “Natale ad Aversa”, organizza il primo concerto del coro gospel The Rock of Ages diretto dal maestro Gerardo Iacoucci. Fa da cornice la chiesa barocca di San Francesco alle Monache. Iacoucci, successivamente nel 1989, otterrà la cittadinanza onoraria e le chiavi della città di New Orleans dopo quattro anni trascorsi nelle chiese battiste a studiare e a prendere spunti da riversare nel coro di gospel e spiritual che dirigeva a Frosinone dove aveva una cattedra nel locale conservatorio.
